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L'eterno ritorno del futuro

 

Time and Existence - The Eternity of Moments contiene molti simboli, ma un solo protagonista, il Tempo. È un olio su tela di Angelo Asaro, esposto alla Biennale di Milano 2026, che si ispira al surrealismo con un tratto semplice al servizio di significati complessi. I simboli dell’opera non si nascondono, si offrono invece in modo evidente per mostrare ciò che non è visibile. L’inarrestabile scorrere dei momenti. 

Questo dipinto ferma il tempo nel suo simbolo principale, un sablier, che può essere girato per fare del futuro il presente o per far tornare il passato. Un’opera palindroma anche nelle azioni dei soggetti dipinti. L’uomo, come un moderno Prometeo, potrebbe scendere dalla scala dopo aver rubato il segreto del tempo. Oppure potrebbe salire per fermare, con un volume di memorie, l’incessante scorrere degli attimi. È una clessidra consapevole di poter durare come la vita di un centenario o come quella di un cane, e si mostra solo a metà. Il bulbo più alto è al di fuori della tela, lo si può solo intuire. Proprio come il futuro, che non è ancora… ma siamo liberi di immaginarlo.
 

La sabbia, simbolo della sostanza che muta nel tempo dandone misura, si trasfigura in altri simboli. In cima alla scala troviamo una serie di volumi con l’aspetto di libri, ma sui cui dorsi si legge chiaramente la parola photo. Non si tratta di raccolte di immagini frutto di fantasia ma di fotografie, memorie visibili di qualcosa che davvero è accaduto, superfici in cui il tempo si è fermato. Questi volumi rivendicano un cambio di rapporti tra parola e immagine. La comunicazione, prima con la fotografia e la TV, e ora attraverso i social e il web, sta tornando al monopolio del linguaggio visivo. È un rovesciamento della clessidra, un viaggio nel passato per arrivare alla nascita delle emoticon, le prime forme di scrittura ideografiche, o per giungere ancora più indietro, a quando la comunicazione visiva era l’unica possibile.
 

Ma c’è qualcosa al di fuori del tempo. Un volume fa da base alla clessidra. È un libro vero che rimane immutato a prescindere dall’eterno girare della clessidra. Un libro che manifesta la capacità di immaginare e quella di pensare anche le cose che non si vedono. Questa volta sul dorso è scritto The Old Man and the Sea, un romanzo che insegna a non arrendersi mai, perché il valore non si misura attraverso i risultati ottenuti, ma nei modi con i quali sono stati raggiunti. Anche a prescindere dal raggiungerli e a prescindere anche… dal tempo.
 

Enrico De Santis

Fotoreporter, Artista e Critico

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